Ho appena terminato la revisione della bozza di uno dei miei manuali per WordPress, più precisamente della seconda edizione di “WordPress – La guida completa”, e vorrei condividere con voi alcune considerazioni riguardo a questo lavoro, alla comunità di WordPress e anche al ruolo che il Web e i social network hanno avuto durante il suo svolgimento.

Il motivo di questa nuova edizione è duplice: già l’anno scorso la prima aveva già venduto tutte le copie stampate disponibili, ‘costringendo’ l’editore a stamparne altre, mentre aspettavamo che WordPress 5 facesse il suo ingresso trionfale per offrire ai lettori un’edizione più al passo coi tempi.

Aspettare dei mesi per completare la stesura della nuova edizione del manuale è servito in parte, perché come sappiamo nel corso di questo 2019, nel cui mese di marzo è prevista la pubblicazione, WordPress introdurrà ulteriori cambiamenti alla sua interfaccia e ai suoi strumenti, in particolare per la gestione di widget e menu.

Lo ‘spettro’ dell’obsolescenza

La prima edizione di “WordPress – La guida completa” aveva risentito, come del resto anche gli altri manuali che ho pubblicato in questi ultimi otto anni, di quell’inevitabile obsolescenza che rende a volte testi e immagini di un libro incoerenti anche nel giro di pochi mesi dalla sua pubblicazione.

Anzi, a volte durante la stesura stessa, o la revisione finale, di un manuale (che richiedono di solito dai due ai tre mesi), capita di dover modificare dei contenuti al volo per sopraggiunti cambiamenti nell’interfaccia del CMS o di suoi componenti (per es. Jetpack), o per la sparizione di uno di questi ultimi o di un servizio Web e così via.

La sinergia fra carta e Web

La decisione, alla luce di queste problematiche, è stata quella di integrare i contenuti del Web (dinamici per loro natura, quindi più facilmente e tempestivamente aggiornabili) con quelli del libro, creando un sito/blog di riferimento e integrando in quest’ultimo un grande numero di contenuti di approfondimento disponibili online da varie fonti qualificate e associandole ai contenuti del libro con dei link in forma abbreviata.

Vi faccio un esempio. Questa è una coppia di pagine del nuovo “WordPress – La guida completa”, relative al nono capitolo e riguardanti la SEO.

Se osservate le didascalie delle foto e la parte finale di alcuni paragrafi, noterete delle URL brevi tra parentesi, che sono appunto associate a contenuti nel sito/blog che ho sviluppato mentre preparavo il manuale. Per esempio, l’URL wpgc.it/213 fa riferimento all’articolo Come sapere cosa cercano le persone su Google più di frequente?, dove non solo l’argomento degli strumenti menzionati nel testo viene ripreso e approfondito, ma sono inclusi link a una serie di articoli/tutorial selezionati e dei video di qualità per un ulteriore approfondimento (vedi immagini seguenti).

Sopra: i link alle risorse selezionate di approfondimento per l’articolo sugli strumenti per le parole chiave.

 

 

 

 

Sopra: due dei cinque video di approfondimento per l’articolo sugli strumenti delle parole chiave.

 

Promuovere e sostenere la qualità

Al lavoro di redazione dei contenuti sul sito/blog, quindi, si è associato un lavoro di content curation volto a valorizzare quanto già pubblicato da blogger e professionisti che in questi anni hanno fatto uno splendido lavoro di supporto alla comunità degli utenti di WordPress, lavoro che personalmente considero importante quanto il mio, e in molti casi ancora più importante se si tratta di affrontare tematiche di cui non mi occupo nei miei manuali, essendo questi ultimi destinati a un pubblico, quello più vasto e in continua crescita, che muove i primi passi con WordPress e di conseguenza ha bisogno soprattutto di informazioni chiare e lineari su cui costruire la propria esperienza e competenza, indirizzandosi successivamente verso settori specifici e più specializzati che solo una formazione mirata e uno studio intensivo possono aiutare a coprire.

Gran parte dei contenuti cui ho fatto riferimento nel sito/blog, e di conseguenza cui rimando i miei lettori attraverso il libro, sono spesso difficili da trovare o comunque si presentano in una forma frammentata e dispersiva, mentre grazie alla linearità e alla struttura a 360 gradi del manuale potranno essere raggiunti dagli utenti nel momento in cui possono risultare necessari o addirittura fondamentali per proseguire nel processo di apprendimento.

Questo è stato il mio primo passo verso una maggiore condivisione e cooperazione con la comunità di WordPress in Italia, ma non sarà l’unico, ovviamente, dal momento che la sorte (aiutata certamente dalle mie competenze e dall’iniziativa) ha voluto che mi ponessi come il punto di riferimento per la manualistica di WordPress in ambito nazionale, compensando quella carenza di materiale che aveva contraddistinto il settore negli anni precedenti.

Ma non finisce qui…

Il prossimo passo sarà quello di presentare, con delle interviste, proprio alcuni di questi professionisti sul sito/blog, in una ‘rubrica’ dedicata a coloro che hanno affiancato al loro lavoro tecnico nell’ambito di WordPress un valido percorso di condivisione delle conoscenze e delle esperienze attraverso blog e video, fornendo contenuti di qualità in uno spirito positivo e senza eccedere in comportamenti e scelte discutibili. Sto già contattando i primi ‘protagonisti’ di questa nuova rubrica, in modo da poter pubblicare le loro interviste e farli conoscere nel momento in cui il nuovo libro, che promette di essere un best-seller come nella prima edizione se non addirittura di più, comincerà a raggiungere le librerie di tutta italia, comprese quelle online.

Un’ultima parola riguardo al mio rapporto con i social network, di cui ho già avuto modo di (s)parlare in un altro articolo dedicato in particolare a Facebook, e nello specifico ai gruppi di WordPress.

Ho avuto modo di interagire più volte all’interno di questi ambienti, traendone diverse conclusioni non sempre positive, ma ho notato soprattutto che ad emergere negativamente sono i commenti di quella risicata minoranza composta da individui che operano nel settore ma vivono in uno stato costante di competizione, dettata probabilmente dall’errata impressione che ‘non c’è abbastanza lavoro per tutti’. Sono gli stessi che a volte si prendono la briga di scrivere recensioni (se così vogliamo chiamarle) negative su Amazon per i miei libri, per fortuna anch’esse in netta minoranza rispetto a quelle positive, ancora una volta senza riflettere prima di mettere le dita sulla tastiera e premere il tasto INVIO, e pensando che il loro lavoro sia più importante di quello di altri solo perché, magari, si sono specializzati in un qualche settore e si sentono più ‘in gamba’ in tal senso.

La prima edizione di “WordPress – La guida completa” su Amazon, con le sue 89 recensioni in larghissima parte positive.

Col tempo ho imparato a ignorare le loro ridicole e inappropriate recensioni, consapevole di aver svolto un ottimo lavoro e aver dato vita a prodotti che la maggior parte dei lettori hanno apprezzato e continuano ad apprezzare e soprattutto che aiuta moltissima gente a formarsi e a volte crearsi una professione o migliorare quella esistente. Ricevere spesso apprezzamenti e conferme da parte degli stessi lettori è stato, come sempre da quando mi occupo di divulgazione (circa quarant’anni), fonte di soddisfazione e sprone per svolgere un lavoro sempre migliore in tale direzione.

La minoranza rumorosa

E ho imparato a non sprecare più il mio tempo in polemiche sterili e a volte dannose per l’ambiente social, limitandomi a ‘bannare’ chi esordiva con un atteggiamento tutt’altro che costruttivo, spesso nascondendosi dietro un profilo discutibile e palesemente ‘fake’, e spingendosi in affermazioni ridicole riguardo alla mia autostima o capacità di relazionarmi che lasciavano invece trasparire i problemi, in parte sociali e psicologici, che rendevano l’esistenza di tali soggetti sicuramente non piacevole e li spingeva a sfogare le loro frustrazioni appunto nascondendosi dietro uno schermo e una tastiera e sputando veleno ogni qualvolta glie ne si presentava la possibilità.

Così come ho imparato a limitare le mie ‘condivisioni’ nei gruppi, creando una pagina FB ad hoc (in aggiunta ai post sul mio profilo personale) su cui pubblicare i contenuti del nuovo sito/blog che avevo ingenuamente pensato di offrire in anteprima alle migliaia di utenti WordPress attraverso quel tipo di canale per la loro utilità, mentre li sviluppavo per i lettori del libro, senza pensare che avrebbero probabilmente dato noia a chi considera il mio lavoro di divulgazione e formazione un ‘pericolo’ e un ‘danno’, facendo parte di quella strettissima minoranza che ho già avuto modo di descrivere, minoranza che si è affrettata a pregare i gestori dei gruppi affinché mi intimassero di ‘smettere’.

Un altro aspetto triste con cui mi sono trovato spesso a confrontarmi era l’atteggiamento dispregiativo verso quello che per me, e per molti altri miei colleghi, è un lavoro, da parte di chi invece il proprio lavoro lo considerava meritevole di compenso. Ma in questi casi non è difficile capire da dove parte un simile atteggiamento, e dare appunto il giusto valore a chi non solo è incapace di apprezzare ma addirittura svaluta e penalizza il lavoro altrui, senza rendersi conto della figura meschina prodotta dal suo atteggiamento e comportamento.

Da oggi la mia presenza su tali gruppi sarà appena percepibile, in quanto ho deciso di investire i miei sforzi ed energie in altri canali sicuramente più ‘democratici’, e ovviamente capisco e rispetto il ruolo di chi svolge il non facile compito di ammistrare tali gruppi e spesso si trova fra l’incudine e il martello, e non riconosce l’errore di limitare interventi che sono a tutto vantaggio del grande pubblico solo perché hanno ‘infastidito’ qualcuno che svolge, nello stesso gruppo, un ruolo attivo nel rispondere alle domande degli utenti, forse perché in fondo questo genere di contenuto è assai più richiesto e incentivato dagli utenti stessi, anche se resto convinto che la consultazione di articoli e di contenuti ‘curati’ su argomenti specifici di approfondimento sia altrettanto utile, ma come si dice, ubi maior

Di nuovo al lavoro

Ma bando alle negatività, e parliamo invece di cose belle. Voglio concludere annunciandovi che il mio prossimo lavoro, che è già iniziato mentre finisco la seconda edizione della ‘guida completa’, è la prima edizione italiana di “WodPress for dummies”, che non sarà tradotta da quella americana bensì realizzata interamente da me, con uno stile e un approccio ancora più ‘user friendly’ di quello adottato per i manuali precedenti, vista la collana di cui fa parte.

Vi aspetto in libreria, o anche online, se vorrete interagire costruttivamente, e naturalmente sui miei profili e pagine social (che trovate nella parte alta di questa pagina), per tenervi aggiornati sulle novità.