Nella narrativa lineare tradizionale non esiste quasi mai una vera e propria distinzione netta fra un ‘momento’ narrativo e quello che lo segue o precede, in quanto il fluire degli eventi, dei dialoghi e dei pensieri prosegue da un paragrafo all’altro e da un capitolo a quello successivo.

L’ipernarrativa, invece, prevede una serie di pagine che col passaggio dalla carta al digitale richiedono un processo di ‘isolamento’ ancora più netto, imponendo di conseguenza degli artifici tecnici volti a creare appunto questa distinzione fra ogni singola unità narrativa e tutte le altre. Affronterò l’argomento della ‘etichettatura’ delle unità narrative in un post separato, perché il tema di questo articolo è invece la terminologia utilizzata per descriverle.

Nei miei appunti tendo a definire ognuna delle unità narrative come scena, per quanto mi sia reso conto, col tempo, che se tale definizione può andar bene per una descrizione vera e propria (di un ambiente, di una situazione, ecc.) si presta meno bene per quelle unità narrative che fanno parte, invece, di un flusso di pensieri del protagonista e di altri personaggi oppure di un dialogo fra questi.

E voi, quale termine utilizzereste per definire ognuna delle unità narrative di un romanzo o racconto a bivi?

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